Lesioni legamentose

Nel sistema muscolo-scheletrico i legamenti sono strutture fibrose che collegano le ossa tra loro e hanno la funzione di stabilizzare le articolazioni, evitando dislocazioni eccessive.

Sono strutture molto resistenti, che sopportano anche forze elevate, ma talvolta vanno incontro a  rotture.

Le sedi più frequenti in cui si verificano lesioni legamentosa sono la caviglia e il ginocchio.

I sintomi di una lesione legamentosa sono :

  • Dolore
  • Gonfiore
  • Ecchimosi (versamento di sangue sotto la cute)
  • Instabilità

Subito dopo un trauma in cui si sospetta una lesione legamentosa è opportuno applicare del ghiaccio, tenere a riposo la parte e in posizione elevata rispetto al cuore. Un bendaggio compressivo previene inoltre l’eccessivo gonfiore.

In seguito è bene recarsi al pronto soccorso o da un medico per accertamenti che vadano ad escludere fratture e a verificare l’entità del danno.

Il trattamento può essere chirurgico o conservativo.

Nel secondo caso, cioè se non c’è indicazione all’intervento chirurgico, solitamente viene consigliato nelle prime fasi l’uso di un tutore, che limiti i movimenti pericolosi per la guarigione del legamento.

In entrambi i casi comunque, non appena è possibile, si inizia con la fisioterapia la quale è fondamentale per permettere un recupero della mobilità del ginocchio, della forza muscolare e della stabilità dell’articolazione colpita.

Le sedi più frequentemente interessate sono il ginocchio e la caviglia.

L’esempio più classico di lesione legamentosa nel ginocchio è la rottura del legamento crociato anteriore.

Quest’ultimo è un legamento che si trova all’interno dell’articolazione del ginocchio e impedisce alla tibia lo spostamento  in avanti rispetto al femore, stabilizzando il ginocchio.

La sua rottura si verifica per una distorsione del ginocchio ed è frequente negli sport da contatto come il calcio o il basket.

In caso di rottura del legamento crociato anteriore l’intervento chirurgico è indicato nei casi di instabilità cronica del ginocchio per attività a basso rischio, e in tutti i casi se si tratta di soggetti sportivi.  Si può non intervenire in caso di soggetti non sportivi, che non manifestano cedimenti e hanno un buon tono muscolare che permette la stabilità del ginocchio nelle normali attività della vita quotidiana.

In caso sia necessario un intervento chirurgico è sempre consigliata la fisioterapia pre-operatoria.

È molto importante che prima dell’intervento il paziente recuperi la completa mobilità del ginocchio e abbia una buona forza della muscolatura. Questo perché dopo l’intervento si possa iniziare la riabilitazione con una situazione di partenza ottimale.

La fisioterapia pre-operatoria ha una durata che va dalle 3 settimane in su, a seconda del caso.

Successivamente all’intervento è opportuno iniziare fin da subito la fisioterapia post-operatoria. Nella prima settimana è bene rispettare dei limiti nel movimento del ginocchio,mantenendo la flessione del ginocchio  da 0 a 90°. Pur con queste restrizioni si inizia precocemente la riabilitazione effettuando esercizi di potenziamento dei muscoli della coscia da supino (posizione sdraiata a pancia in su), cauti esercizi di stretching per recuperare la mobilità, movimenti della caviglia per favorire la circolazione, rieducazione al cammino con bastoni canadesi (stampelle).

Molto importante fin da subito è recuperare l’estensione del ginocchio, in modo che il ginocchio non rimanga bloccato in flessione. È fondamentale inoltre mobilizzare la rotula, perché un blocco di quest’ultima provocherebbe delle limitazioni  nel movimento del ginocchio.

Dalla seconda settimana in poi  si prosegue con il recupero della flessione del ginocchio che dovrebbe raggiungere i 120° al termine della 3° settimana post-operatoria.

Si può iniziare con esercizi di lavoro aerobico, come la cyclette a sellino alto e bassa resistenza , per 10-15 minuti al giorno. Si Introducono anche esercizi in carico, con appoggio su entrambe le gambe per migliore l’equilibrio.

Appena tolti i punti di sutura e avvenuta la cicatrizzazione della ferita si inizia con lo scollamento manuale della cicatrice, per evitare la formazione di aderenze tra la pelle e gli strati sottostanti.

Dalla 3° settimana in poi si prosegue con il graduale recupero della flessione oltre i 120° e si continua con il potenziamento muscolare e gli esercizi per l’equilibrio.

Questi ultimi sono molto importanti nelle ultime fasi della riabilitazione, poiché permettono di evitare eventuali instabilità residue del ginocchio e quindi ne garantiscono un’ ottimale funzione sia nelle normali attività della vita quotidiana, sia nell’ attività sportiva.